Il Quintetto

Associazione Atistica Europea - Roma

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Di Francesco Morra

NAPOLI. Il maestro Rolando Nicolosi (nella foto), un artista eccezionale, una persona meravigliosa. Basta scambiare con lui poche parole per comprendere l'umiltà, la disponibilità, la gentilezza d'animo, quella signorilità di altri tempi che, unita al suo gran talento, gli ha permesso di diventare un compositore, pianista e maestro d'orchestra di fama internazionale, con alle spalle una carriera straordinaria. Nato in Argentina e formatosi in Italia, ha partecipato ai più importanti festival di musica internazionali, ha suonato nei più prestigiosi teatri del mondo, esibendosi per Capi di Stato e Regnanti. Ha suonato per Papa Giovanni Paolo II e per Papa Francesco. Oggi, a 80 anni, ha una vitalità invidiabile, una sbalorditiva voglia di mettersi in gioco e di confrontarsi.
Chi vuole apprezzare la sua arte potrà farlo questo pomeriggio al teatro Diana (ore 17.30), per il penultimo appuntamento della rassegna "Diciassette&Trenta Classica". Nicolosi si esibirà con i soprani Haydée Dabusti e Leona Pelesková, in brani tra gli altri di Verdi, Puccini, Dvorák nel concerto dal titolo: "La música es vida". Il maestro spiega cosi come è nata l'idea del titolo: «"La música es vida" è una poesia di mia sorella. Io sono il più piccolo di 8 figli. La penultima, Nilda, è una poetessa che ha scritto migliaia di poesie e tra tutte mi ha colpito il testo di questa qui, ispirandomi una musica che ho composto per lei. Da allora tutti i miei concerti li intitolo "La música es vida", perché per noi musicisti la musica è vita».

Secondo quale criterio è stata creata la scaletta del concerto?

«In base alla vocalità degli ai artisti. Non segue un ordine cronologico, non mi piacciono queste cose. Non gradisco quei concerti il cui si seguono le date di nascita. Per me la musica è qualcosa di diverso da tutto questo.
Contrariamente a quello che sostengono in molti, la musica non è matematica, non è 4 più 4 uguale 8. A scuola ero tra i peggiori allievi di matematica e se la musica è matematica allora non dovevo fave questo mestiere. La musica è qualcosa che sta al di sopra, è sentimento, per me è l'ossigeno. Io insegno dal 1997, faccio master class in tutto il mondo, ho migliaia e migliaia di allievi cantanti e musicisti e dico sempre a loro: "Non è la voce o il pianoforte a fare la musica", c'è prima il cervello, poi il cuore e infine lo strumento. Testa, cuore e voce per i cantanti e testa, cuore e mani per i pianisti».


Cosa pensa dei soprani Dabusti e Pelesková?

«Per me è un grande piacere collaborare con Haydée e Leona.
Haydée è già famosissima in Argentina e su di lei è stato detto di tutto, è una diva, una sorta di Maria Callas del Sud America, è il massimo. Leona è innanzi­tutto una musicista, è una cantante favolosa, è una spugna che assorbe immediatamente ogni insegnamento e lo esegue subito. È la persona più seria che abbia conosciuto in vita mia, come cantante. È bravissima, ha una tecnica perfetta sia come musicalità, sia come fraseggio. Canta poi con una grandissima emozione.
Merita un'attenzione particolare. Mi emoziono sempre quando l'ascolto e provo una grande soddisfazione a poter lavorare con lei».


Non è la prima volta che viene a Napoli ?

«Per carità, ho suonato al teatro San Carlo tantissime volte. A Napoli ho vinto vari premi. Sono stato poi a Sorrento, Amalfi, Ischia, Capri. È la prima volta però che vado al teatro Diana».

Come giudica II pubblico napoletano?
«Calorosissimo, affettuosissimo, ma al contempo molto esigente».

Qual è secondo lei la situazione attuale della musica classica?

«C'è una crescita della passione, soprattutto nei giovani, ci sono le sale piene. Quando faccio i concerti, ci sono tanti giovani ad ascoltarmi e questo mi dà tan­ta, tanta soddisfazione. Un altro discorso riguarda poi l'insegnamento della mu­sica e qui in Italia ahimè lascia un po' a desiderare. Nei conservatori ci sono tante cose che non funzionano e andrebbero cambiate».

Quali sono i suoi prossimi impegni?
«Nei prossimi mesi c'è il concorso che porta il mio nome. Ho fatto una ricerca ed ho scoperto che è l'unico al mondo che abbina cantanti lirici e pianisti collaboratori, ci sono altri concorsi per l'una o l'altra categoria, ma non sono mai considerati insieme.
Questo è una particolarità solo del mio concorso. Come ogni anno poi andrò 2 mesi in Cina, ormai posso dire che conosco la Cina meglio del Presidente della Repubblica Cinese, perché l'ho girata tutta, da Nord a Sud, da Est ad Ovest. Per la prima volta ci andai nel 1994, il Ministro della Cultura mi invitò a fare un concerto e d'allora ritorno sempre. Vivere 2 mesi in Cina vuol dire prendere 15 aerei per andare nei vari conservatori. In tutta la Cina ne esistono solo 9 ed io ho fatto delle master class in tutti e 9. Parlo bene il cinese e loro vorrebbero che vivessi là. Pensi che in Cina ci sono più di 10-15 milioni di cantanti lirici e posso dire con modestia che un milioncino sono passati per le mie mani».


Ha un sogno che vorrebbe realizzare nella sua carriera artistica?
«Artisticamente ho fatto tutto. Quest'anno compio 81 anni, non sono un giovanotto. Vorrei pero vivere a lungo per insegnare quello che so agli altri, per mettere la mia esperienza al servizio dei giovani».
 
 

 

La rassegna concertistica CELEBRANDO, ideata da Marco Celli Stein, direttore d’orchestra e flautista, ed organizzata dall'Associazione Musicale Internazionale nell’ambito del XX Municipio, si conclude con il quarto appuntamento dedicato al Maestro ROLANDO NICOLOSI. 

Lunedì 22 aprile 2013 alle ore 21.00 al Teatro Cassia (Via S. Giovanna Elisabetta, 69).

 

Con il Maestro ROLANDO NICOLOSI al pianoforte, ospite d’onore del concerto il celebre soprano HAYDEE DABUSTI, stella di prima grandezza del Teatro Colòn di Buenos Aires.

Partecipano Marco Celli Stein, il tenore Aleandro Mariani e la Professoressa Orchidea Salvati docente di Storia della Musica presso il Conservatorio “S. Cecilia” di Roma.

 
L’ARTE È ETERNA

SERATA COMMOVENTE E MEMORABILE

Tempo e spazio sono categorie indiscutibili e rigorosamente misurabili, ormai anche le persone più lontane dalla fisica hanno tranquillamente accettato ciò. Ma la sera del 22 aprile al Teatro Cassia queste categorie sembravano non esistere più: passato e presente si sono fusi in una magica dimensione, ripercorrendo nello spazio di una serata la lunghissima e multiforme carriera del mitico Rolando Nicolosi, pianista, organista e compositore. Il titolo della manifestazione era, appunto, “Celebrando”, e la leggendaria carriera del Maestro è stata ripercorsa nei suoi momenti più salienti e spesso commoventi. La manifestazione, organizzata dal maestro Marco Celli Stein, era assai ben articolata, poiché alternava sapientemente esecuzioni dal vivo, filmati e registrazioni televisive con esibizioni dal vivo del famoso soprano argentino Haydèe Dabusti e del giovanissimo e bravissimo tenore italiano Aleandro Mariani.
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Ma procediamo con ordine: il sipario del Teatro Cassia si è aperto con un filmato in cui un giovanissimo e assai prestante Rolando Nicolosi suonava divinamente bene l’Improvviso D.899 n.3 di Franz Schubert. Come ha fatto subito notare la conduttrice della serata, la prof.ssa Orchidea Salvati, non tutti sapevano che colui che è universalmente conosciuto come il re dei pianisti collaboratori iniziò la sua precocissima carriera come solista, esibendosi a 5 anni al Teatro Colón della sua città, incoraggiato dai più importanti musicisti argentini, proseguì gli studi musicali, vincendo una borsa di studio per il perfezionamento in Italia, con la guida di Carlo Zecchi.
Franz Schubert è un autore classico viennese, che non si è mai spostato da Vienna ( tutt’al più un viaggio in Ungheria): Rolando Nicolosi ha dimostrato di capire ed interpretare benissimo la sua musica, così come ha dimostrato di comprendere e realizzare lo spirito dei compositori di tutto il mondo, è quindi un personaggio mondiale, pur venendo dalla fine del mondo, dall’Argentina, come ha detto il nostro Papa Francesco. Il nostro leggendario pianista iniziò quindi la sua pluridecennale carriera come solista, ma, come spesso avviene, il destino decide per noi, e così è diventato invece il massimo maestro collaboratore. Il secondo filmato, realizzato in un periodo successivo presso gli studi RAI, ha mostrato il maestro con la celebre violinista Pina Carmirelli, nel terzo movimento della sonata a Kreutzer, che, secondo il titolo dato da Beethoven stesso, è per pianoforte e violino. Questa sonata, come scrisse Tolstoi nel suo romanzo omonimo, richiede una perfetta simbiosi spirituale, ancora maggiore di quella che può instaurarsi tra marito e moglie, sonata magistralmente eseguita con una fusione perfetta. Il flautista e direttore d’orchestra Marco Celli Stein ha poi eseguito dal vivo, con la collaborazione del Maestro una delicata Elegia di Edward Elgar: Salut d’Amour.
Edward Elgar, forse il più importante compositore inglese dell’epoca moderna, incontrò a ventinove anni Alice Roberts, figlia di un severo generale. Il rapporta tra i due mutò presto: da maestro ad allieva, divennero fidanzati. Si sposarono tre anni dopo, contro la volontà della famiglia di lei, ed Elgar le offrì, come dono di fidanzamento, questo brano, che gli esecutori hanno dedicato a tutte le fidanzate ed alle spose presenti in sala, tra grandi applausi. Nel terzo filmato, il nostro sommo pianista eseguiva alla RAI, con il chitarrista Alirio Diaz, il secondo movimento del Concerto di Aranjuez, composto nel 1939 a Parigi dal grande Joaquin Rodrigo. Il compositore (1901-1999) era rimasto cieco all’età di tre anni, a causa della difterite, ma non si arrese mai, studiando e componendo per tutta la vita: nel concerto troviamo tutti i profumi, i brusii, lo stormire delle fronde dei giardini iberici. Un brano dal vivo: il bellissimo duetto dal primo atto della Tosca di Giacomo Puccini, iniziato come nell’opera, con le voci fuori scena: il soprano Haydée Dabusti ed il tenore Aleandro Mariani, con il nostro grande pianista, hanno eseguito stupendamente bene il brano, riscuotendo meritatissimi applausi.
La conduttrice, Orchidea Salvati, ha narrato un breve frammento della biografia, dando poi la parola al festeggiato, Rolando Nicolosi. Il soprano Haydée Dabusti ha poi eseguito Tacea la notte placida, dal Trovatore di Giuseppe Verdi ( rammentiamo che questo 2013 è l’Anno Verdiano) aria meravigliosa, seguita dalla difficile cabaletta Di tale amor, sempre con calorosissimi applausi. Subito dopo, il giovane, ma già famoso tenore Aleandro Mariani ha cantato la Donna è mobile, dal Rigoletto di Giuseppe Verdi, aria che, con il filmato successivo, Amami, Alfredo, ha completato la Trilogia Verdiana.
Successivamente, sono stati proiettati altri filmati, Amami Alfredo, in cui una commossa Renata Scotto bacia appassionatamente, al termine dell’aria, il grande pianista, Recondite armonie, con Luciano Pavarotti, Ridi, Pagliaccio, con Mario Del Monaco, Core Ingrato, con Giuseppe di Stefano, Granada, con Placido Domingo: tutti questi cantanti, perché sono (o erano) grandi? E se in questi filmati, cantando, raggiungono vette ancora più alte, il merito è di Rolando Nicolosi, ed è finalmente giunto il momento di porre in risalto il suo ruolo, perché tutti si concentrano sui cantanti, ma la maggior parte del merito è del pianista collaboratore. Tanto è famoso il mitico Rolando Nicolosi, che il tenore Luciano Pavarotti, vedendolo presente nello studio Rai dove avrebbe dovuto cantare su una base orchestrale preregistrata, cambiò subito idea, chiedendo invece la collaborazione del Maestro, che, non avendo con sé lo spartito dell’opera, suonò a memoria. Il soprano Haydée Dabusti ed il tenore Aleandro Mariani hanno poi magistralmente cantato due arie dalla Madama Butterfy di Giacomo Puccini: Un bel dì Vedremo, e Addio, fiorito asil, Vissi d’arte, dalla Tosca e il Brindisi della Traviata, sempre salutati da applausi scroscianti del pubblico e richieste di bis. La parte finale della grandiosa serata è stata dedicata alla religiosità ed alla devozione di Rolando Nicolosi: la conduttrice ha ricordato il recente incontro con il Sommo Pontefice Francesco, che, vedendolo nella Sala delle Udienze, aveva esclamato, abbracciandolo,” Qui ci vorrebbe un pianoforte” ed ha poi letto alcuni brani di una bellissima e commovente lettera che Luigi Fait gli aveva inviato alcuni giorni prima, e che ora riportiamo per intero:
Una domenica di una decina d’anni fa, mi capitò di passare davanti a Sant'Andrea della Valle, la chiesa – per intenderci – con la cappella degli Attavanti (quella del primo atto della Tosca). È la stessa in cui, negli afosi pomeriggi estivi del soggiorno romano del 1827, Stendhal si rifugiava e si sedeva “per trovare un po' di frescura e – la testa rovesciata e appoggiata sulla spalliera – per liberarsi da tutti i legami terrestri”. Vedo qui il manifesto di un concerto di Rolando Nicolosi totalmente dedicato a Franz Liszt. Entro e ascolto le sue parole d'introduzione. Il Maestro annuncia che offre il récital a Dio. Calcolo che vi si stipino, sedute e in piedi, oltre duemila persone.
A dispetto del Vicariato, che proibisce il pianoforte nei luoghi di culto, sul presbiterio domina un grancoda. Così, per la prima volta nella storia, ai piedi di un altare ammiriamo da un pianista quel Liszt mistico che stava purtroppo marcendo negli archivi. Il giorno dopo Nicolosi mi confida al telefono che la sua vita è da poco cambiata. Mi racconta che qualche settimana prima il Papa Giovanni Paolo II lo aveva invitato a pranzo per ringraziarlo di averlo confortato nel Seminario Maggiore di Roma con le stesse pagine presentate a Sant’Andrea della Valle. Tale interessantissimo programma, stampato su un opuscolo assieme agli illuminanti commenti di Rolando Alessio Bolognino, comprende inni alla Madonna, alla Croce, a San Francesco da Paola, a Santa Dorotea, a Pio IX, al Padreterno. Ci stupiamo che il protagonista dell'evento sia il medesimo pianista collaboratore alla tivù e in teatro dei più celebri divi della lirica.
Oggi scopriamo effettivamente che Nicolosi è un prodigio di spiritualità oltre che di musicalità. Ma il saio ancora non l'indossa. Ed è lo stesso Rolando Nicolosi da poco ricevuto in udienza e abbracciato dall’argentino Papa Francesco, suo connazionale. Amici di vecchia data. Tant’è che in uno dei suoi viaggi a Roma il Cardinal Bergoglio era stato addirittura invitato a cena dal Maestro Nicolosi: una cordialissima agape fraterna conclusasi con il musicista alla tastiera per congedare così nella maniera più gioiosa il mitico prelato.
I meno giovani ricordano pur con estrema nostalgia il Rolando Nicolosi del tubo catodico in Domenica in e in Adesso musica, pioniere qui nell’educazione lirica e cameristica del teleabbonato. Proponeva e accompagnava le stelle del melodramma e del concertismo, quali Mario Del Monaco, Ferruccio Tagliavini, Carlo Bergonzi e ancora Pavarotti, la Kabaivanska, Bruson, la Moffo, la Scotto, la De Los Angeles, Di Stefano, Gazzelloni, Alirio Diaz… Ed è stato tra i protagonisti da me ripetutamente voluti e invitati a RAIUNO nelle lunghe serie estive di Un concerto per domani da Palazzo Labia di Venezia e di Voglia di musica dalla Chigiana di Siena.
Non basterebbe un volume di migliaia di pagine per narrare il Nicolosi attivo didatticamente e concertisticamente in tutto il pianeta: dalla Cina alle Americhe, dalla Russia alla Spagna, ma soprattutto, da oltre mezzo secolo, in Italia, rivelatosi qui, la prima volta, ventenne, sostituendo all’ultimo momento il suo docente Carlo Zecchi (con cui si stava perfezionando) per accompagnare al pianoforte una collana di romanze cantate da Tito Schipa. Fu un trionfo.
Potrei infine definire Nicolosi attraverso un suo pregio e un suo difetto: sono la generosità e di nuovo la generosità. Si tratta certamente di virtù quando la riserva e la riversa su chi gli sta vicino, sugli amici, sugli allievi, sui colleghi: incalcolabili offerte materiali e spirituali. Quando alle ore 15 del 23 marzo 2006 morì di tumore al cervello il mio secondogenito Gabriele, lui – Rolando - è stato il primo, pur sotto un furioso temporale a precipitarsi in casa mia, ai piedi del suo letto, con un enorme mazzo di gigli bianchi, consolando me, mia moglie e il primogenito Federico attraverso il proverbio siciliano: “Se uno muore alla luce dei lampi e al suono dei tuoni significa che gli Angeli stanno scendendo dal Cielo per portarselo direttamente in Paradiso”.
Come ho appena affermato, la generosità di Nicolosi può infine rivelarsi anche come difetto, dato che, in qualità di presidente della giuria, lui la esercita ad esempio persino di fronte ai candidati meno preparati e meno dotati di un concorso: li incoraggia e gli sorride. Chiude un occhio e gli orecchi nonostante che i colleghi della commissione ne sottolineino la serie di imperdonabili stecche.
Il Gran Galà lirico in onore del maestro Rolando Nicolosi si è concluso con l’esecuzione della sua Ave Maria, interpretata con grande commozione dal soprano Hydée Dabusti, tra applausi interminabili. Oltre agli applausi, calorosissimi, ai due meravigliosi cantanti ed al grande pianista, ormai entrato nella leggenda, molti applausi ed infinite congratulazioni sono stati indirizzati alla conduttrice, Orchidea Salvati, definita da alcuni partecipanti come “la rivelazione della serata”: colta, ha saputo spiegare dottamente, ma con semplicità, il significato e la storia dei brani eseguiti, dal vivo e nei filmati, brillante, ha sempre tenuto desta l’attenzione del pubblico, spiritosa e dotata di grande senso dell’umorismo, ha saputo tranquillamente superare i vari, piccoli inciampi che una serata così complessa ed articolata poteva inevitabilmente presentare.


Vincenzo Niutta
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

Grande Successo dell’Edizione 2013 del Concorso Internazionale per Cantanti Lirici e Pianisti Collaboratori "Rolando Nicolosi".

Si ascoltano frequentemente voci pessimistiche sul tramonto irreversibile della musica colta, classica e lirica, suonare le campane a morto ed intonare il De profundis per questa meravigliosa musica.
Possiamo dire, invece, che c’è un grande risveglio, come ha dimostrato il concorso intitolato al mitico maestro Rolando Nicolosi, conclusosi il 27 aprile 2013 nell’Aula Magna della Facoltà Valdese di Teologia, non solo con voci liriche italiane, ma provenienti da tutto il mondo, dal Giappone, dalla Cina, dalla Corea…
Anche la commissione giudicatrice era internazionale, composta non solo da maestri italiani, ma provenienti da tutto il mondo. Questi i nomi: il Presidente, Rolando Nicolosi, dall’Argentina, e successivamente Robert Ahmar dal Libano, Susanne Bungaard dalla Danimarca, Marco Celli Stein dall’Italia, Haydée Dabusti dall’Argentina, Maura Ippoliti dall’Italia, Jiri Leciàn dalla Repubblica Ceca, Marcos Pavan dal Brasile, Ornella Pratesi dall’Italia, Francois-Marie Renac dalla Francia.
Anche il comitato promotore è internazionale: il presidente Valter Di Dio, il direttore amministrativo e tecnico ing. Ernesto Pineda De Leon, per le pubbliche relazioni dott.ssa Judit Kaposnyak, per la grafica il dott. Trojan Dexter A. De Leon, e l’interprete il Prof.Chen Qiang.Clicca per ingrandire

Dopo una lunga e sfibrante selezione sono giunti in finale 10 cantanti: Baek Dong Yoon, Park Chung Yong e Kim Ji Suk dalla Core del Sud Fu Yi Han, Yu Xiao Qing, Qu Yu Jie, Hu Chun Xi e Liu Chang Riu dalla Cina Aleandro Mariani dall’Italia Yoshikawa Yuri dal Giappone.
Già da questo semplice elenco possiamo notare come la musica lirica si stia risvegliando non solamente in Italia o nel mondo occidentale, ma anche e soprattutto in Oriente: in Cina, in Corea, in Giappone… Anche da questo concorso è giunta l’ennesima conferma dell’universalità della musica, ed in particolare dell’opera lirica, prodotto esclusivo dell’arte musicale italiana: artisti nati e cresciuti in diversissimi contesti culturali e linguistici hanno penetrato perfettamente e fatto proprio lo spirito assolutamente speciale e tipicamente italiano dell’opera lirica.

Questo è l’elenco e l’ordine dei vincitori:

Primo premio ex aequo: il tenore Aleandro Mariani ed il soprano coreano Kim Ji Suk

Secondo premio ex aequo: il baritono cinese Liu Chang Rui, il tenore coreano Park Chung Yong, il soprano cinese Qu Yu Jie, il soprano giapponese Yoshikawa Yuri e il soprano cinese Yu Xiao Qing.

Terzo premio ex aequo: il tenore coreano Baek Dong Yoon ed i soprani Cinesi Fu Yi Han e Hu Chun Xi.

Tutti cantanti sono stati accompagnati da calorosissimi applausi, così come il bravissimo, unico maestro collaboratore Rolando Nicolosi.
Applausi anche per la presentatrice, brillante e spiritosa, la prof.ssa Orchidea Salvati.
Il giorno successivo si è svolta nella stessa sede una riuscitissima Master Class, in cui il soprano Haydée Dabusti ed il maestro Rolando Nicolosi hanno chiarito dubbi, risolto problemi ed indicato il percorso ai giovanissimi vincitori.

Vincenzo Niutta

 

 
 
Serata finale

Si ascoltano frequentemente voci pessimistiche sul tramonto irreversibile della musica colta, classica e lirica, suonare le campane a morto ed intonare il De profundis per questa meravigliosa musica. Possiamo dire, invece, che c’è un grande risveglio, come ha dimostrato il concorso intitolato al Maestro Rolando Nicolosi, tenuto il giorno di lunedì 10 marzo 2014 nell’Aula Magna della Facoltà Valdese di Teologia, dedicato esclusivamente alle voci liriche provenienti dalla Cina, per testimoniare in modo indiscutibile che la vera musica non conosce confini. 
La commissione giudicatrice invece era internazionale, composta non solo da maestri italiani, ma provenienti da tutto il mondo. Questi i nomi: il Presidente, Rolando Nicolosi, dall’Argentina e successivamente Robert Ahmar dal Libano, Susanne Bungaard dalla Danimarca, Haydée Dabusti dall’Argentina, Maura Ippoliti dall’Italia, Jiri Lecián dalla Repubblica Ceca, Sofia Mukhametova dalla Russia, Marcos Paván dal Brasile, Ornella Pratesi dall’Italia, Francois-Marie Renac dalla Francia.
Anche il comitato promotore è internazionale: il presidente Valter Di Dio, il direttore amministrativo e tecnico ing. Ernesto Pineda De Leon, la pr dott.ssa Judit Kaposnyak, per la grafica il dott. Trojan Dexter A. De Leon, e l’interprete, la pianista Dai Mail. Dopo una lunga e accurata selezione sono giunti in finale sei cantanti:


Fei Yue
Hu Chun Xi
Liu Chang Rui
Lu Yun Chao
Wang Ping
Zhao Liang


Già da questo semplice elenco possiamo notare come la musica lirica si stia risvegliando non solamente nel mondo occidentale, ma anche e soprattutto in Oriente. Anche da questo concorso è giunta l’ennesima conferma dell’universalità della musica, ed in particolare dell’opera lirica, prodotto esclusivo dell’arte musicale italiana: artisti nati e cresciuti in un diversissimo contesto culturale e linguistico hanno penetrato perfettamente e fatto proprio lo spirito assolutamente speciale e tipicamente italiano dell’opera lirica.

Questo è l’elenco e l’ordine dei vincitori ( rigorosamente in ordine alfabetico):

Primo premio ex aequo: il soprano Fei Yue, il baritono Liu Chang Rui, il tenore Zhao Liang

Secondo premio ex aequo: il soprano Hu Chung Xi, il tenore Lu Yun Chao e il soprano Wang Ping.

 Dato l’altissimo livello dei partecipanti, non ci sono stati terzi premi: sarebbe stato offensivo.
Tutti cantanti sono stati accompagnati da calorosissimi applausi, così come il bravissimo, unico, mitico maestro Rolando Nicolosi. Applausi calorosissimi anche per la presentatrice, brillante e spiritosa, la prof.ssa Orchidea Salvati.


Vincenzo Niutta
 
 

Auditorium Cavour, piazza Adriana 3 - Roma

Si è riaperta la stagione lirica del Quintetto con un importante appuntamento. Nella stupenda sala dell'Auditorium Cavour, in piazza Adriana 3, il Maestro Rolando Nicolosi ha accompagnato tre grandi artisti della lirica che hanno eseguito alcune tra le più belle e famose arie del melodramma. Veramente notevole il successo di pubblico, con la sala piena e tre richieste di bis.

 
 

 

Soprano: Ornella Pratesi
Mezzosoprano: Susan Long
Tenore: Luciano Ganci
Pianista: Rolando Nicolosi

 
Ingresso 12 Euro, ridotti 10 euro.

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Auditorium Cavour, piazza Adriana 3 - Roma

Secondo appuntamento della stagione lirica autunnale del Quintetto con un importante appuntamento. Nella stupenda sala dell'Auditorium Cavour, in piazza Adriana 3, il pianista Massimiliano Franchina accompagna giovani e bravissimi artisti della lirica che eseguiranno alcune tra le più belle e famose arie del melodramma. 

 

Al pianoforte il M° Massimiliano Franchina

Soprano: Joanna Lewinska
Mezzosoprano: Sonia Fortunato
Tenore: Alessandro Camilli
Baritono: Riccardo Fioratti
Basso: Stefano Fioravanti


Ingresso 15 Euro, ridotti (studenti, over 65 e gruppi) 12 euro.

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