Il Quintetto

Associazione Atistica Europea - Roma

Articoli pubblicati in questa sezione.

Concerto primo maggio
Presso l'Aula Magna della Facoltàvaldese di Teologia in via Pietro Cossa 40 (Piazza Cavour) si terrà il Concerto del Famoso Soprano Li Guoling e del Maestro Concertatore e pianista Rolando Nicolosi. Musiche di Massenet, Puccini, Puccini Nicolosi, Verdi, Mascagni, Rossini e Cilea.
INGRESSO LIBERO
 
 
La cultura argentina a Roma parla italiano: potrebbe sembrare un’affermazione azzardata, ma in realtà è assolutamente vera, come è testimoniato dallo splendido Gran Gala Lirico che si è svolto nell’Auditorium della Casa Argentina a Roma, in Via Veneto.
Il programma era costituito, con qualche eccezione, da arie tratte da opere liriche italiane, ed il gran Galà era dedicato al Maestro Rolando Nicolosi, il re dei pianisti collaboratori, argentino ma figlio di italiani . La serata si inserisce nell’ambito dei festeggiamenti per i suoi sessanta anni di carriera musicale, sia come solista sia come maestro collaboratore al pianoforte, sia come compositore. E' stata infatti eseguita la sua dolcissima Ave Maria, composto per l’anniversario dell’apparizione della Madonna di Lourdes, ed una melodia splendida e commovente, su versi della sorella del Maestro, la poetessa Nilda Nicolosi “La Musica es Vida”.
Hanno partecipato al concerto, applauditissimi, il famosissimo soprano argentino Haydée Dabusti ed il tenore italiano Aleandro Mariani, giovane validissima promessa del canto lirico internazionale.
Ogni aria ed ogni duetto sono stati accolti da applausi scroscianti da parte del pubblico che gremiva la sala, pubblico argentino ed italiano, competente ed appassionato, tra cui l’Ambasciatore della Repubblica Argentina presso la Repubblica Italiana, S. E. Torcuato Di Tella, l’Addetto Culturale, il Dott. Federico González Perini, ed il Direttore del Conservatorio di Santa Cecilia, faro della musica italiana nel mondo, il Maestro Alfredo Santoloci.
Oltre alle meravigliose, universali arie tratte da opere italiane, interpretate magistralmente, Carlos Gardel: “El día que me quieras” come la Wally di Alfredo Catalani, da cui il soprano Haydée Dabusti ha eseguito lo struggente Addio dal primo atto, e la drammatica aria di Elisabetta di Valois dal Don Carlo e “Pace, pace mio Dio” della Forza del destino di Giuseppe Verdi e “Vissi d'arte” di Giacomo Puccini. “La Musica es Vida “ interpretata con grande sentimento e bravura dal tenore Aleandro Mariani, il quale l'ha dedicata alla memoria dell'indimenticabile e legendario Maestro Claudio Abbado. Inoltre il tenore Aleandro Mariani ha interpretato “Tutto parea sorridere” dal Il Corsaro, “La donna è mobile” dal Rigoletto di Giuseppe Verdi, dalla Madama Butterfly “Addio fiorito asil” e dalla Tosca “E lucevan le stelle” di Giacomo Puccini.
Sono stati eseguiti i famosi duetti dalla Madama Butterfy e dalla Bohème di Giacomo Puccini .
Il Maestro Rolando Nicolosi è stato anche apprezzatissimo solista al pianoforte e compositore, eseguendo, tra altri brani, una sua Parafrasi su temi della Turandot di Giacomo Puccini.
E qui vorrei citare delle parole tratte da un articolo del famosissimo critico musicale, Maestro Luigi Fait:
“Rolando Nicolosi, in questa serata - come del resto in tutte le ormai leggendarie tappe della sua carriera (ne sono, orgogliosamente, testimone diretto) è sembrato non semplicemente il “pianista” della star di turno, ma, senza esagerare, il padre, la guida spirituale, l'amico sincero. Inoltre, di Nicolosi affascinano il tocco, un controllo sulla tastiera che ci rammenta i grandi Horowitz, Serkin, Zecchi, Arrau, e ancora l'entusiasmo nelle pagine che lui suona. Sembra quasi che le scopra e che le ricrei appositamente per noi. Di rilievo, il suo totale votarsi a momenti notorialmente sinfonici di alcuni capolavori, cogliendo lo spirito poetico e teatrale di ciascuna battuta, tradotta al pianoforte sia con estreme delicatezze sia con energici suoni scolpiti a dir poco nel marmo. Stupiscono in Rolando Nicolosi la serentitá, l'amabile sorriso, la confidenza con gli inseparabili Rossini, Donizetti, Verdi, Puccini. E al verticie delle lodi che gli tributiamo, spicca in quest'occasione un particolare riconoscimento dei suoi “cantabili”. Quando egli interpreta per esempio la “Meditazione” di Massenet, scritta originariamente per violino e orchestra, nessuno in sala rimpiange l'aulico arco e segue il magico suono del pianoforte con le lacrime agli occhi.”
Tutti i brani in programma sono stati introdotti con una breve, ma efficace presentazione da Orchidea Salvati, docente di Estetica Musicale presso il Conservatorio di Santa Cecilia: anch’ella ha ricevuto la sua parte di applausi, per aver facilitato con le sue spiegazioni ai non addetti ai lavori la comprensione di questi meravigliosi brani di musica italiana.
Vincenzo Niutta
 
 
M° ROLANDO NICOLOSI

Una domenica di una decina d'anni fa, mi capitò di passare davanti a Sant'Andrea della Valle, la chiesa - per intenderei - con la cappella degli Attavanti (quella del primo atto della Tosca). È la stessa in cui, negli afosi pomeriggi estivi del soggiorno romano del 1827, Stendhal si rifugiava e si sedeva "per trovare un po' di frescura e - la testa rovesciata e appoggiata sulla spalliera - per liberarsi da tutti i legami terrestri". Vedo qui il manifesto di un concerto di Rolando Nicolosi totalmente dedicato a Franz Liszt. Entro e ascolto le sue parole d'introduzione. Il Maestro annuncia che offre il récital a Dio. Calcolo che vi si stipino, sedute e in piedi, oltre duemila persone. 
A dispetto del Vicariato, che proibisce il pianoforte nei luoghi di culto, sul presbiterio domina un grancoda. Così, per la prima volta nella storia, ai piedi di un altare ammiriamo da un pianista quel Liszt mistico che stava purtroppo marcendo negli archivi. Il giorno dopo Nicolosi mi confida al telefono che la sua vita è da poco cambiata. Mi racconta che qualche settimana prima il Papa Giovanni Paolo II lo aveva invitato a pranzo per ringraziarlo di averlo confortato nel Seminario Maggiore di Roma con le stesse pagine presentate a Sant' Andrea della Valle. Tale interessantissimo programma, stampato su un opuscolo assieme agli illuminanti commenti di Rolando Alessio Bolognino, comprende inni alla Madonna, alla Croce, a San Franceseco da Paola, a Santa Dorotea, a Pio IX, al Padreterno. Ci stupiamo che il protagonista dell'evento sia il medesimo pianista collaboratore alla tivù e in teatro dei più celebri divi della lirica.
Oggi scopriamo effettivamente che Nicolosi è un prodigio di spiritualità oltre che di musicalità. Ma il saio ancora non l'indossa. Ed è lo stesso Rolando Nicolosi da poco ricevuto in udienza e abbracciato dall'argentino Papa Francesco, suo connazionale. Amici di vecchia data. Tant'è che in uno dei suoi viaggi a Roma il Cardinal Bergoglio era stato addirittura invitato a cena dal Maestro Nicolosi: una cordialissima agape fraterna conclusasi con il musicista alla tastiera per congedare così nella maniera più gioiosa il mitico prelato, che ascolta estasiato il Liszt di San Francesco di Assisi che predica agli uccelli e di San Francesco di Paola che cammina sulle onde, per concludere magari con La Cumparsita. 
I meno giovani ricordano pur con estrema nostalgia il Rolando Nicolosi del tubo catodico in Domenica in e in Adesso musica, pioniere qui nell'educazione lirica e cameristica del teleabbonato. 
Proponeva e accompagnava le stelle del melodramma e del concertismo, quali Mario Del Monaco, Ferruccio Tagliavini, Carlo Bergonzi e ancora Pavarotti, la Kabaivanska, Bruson, la Moffo, la Scotto, la De Los Angeles, Di Stefano, Gazzelloni, Alirio Diaz... Ed è stato tra i protagonisti da me ripetutamente voluti e invitati a RAIUNO nelle lunghe serie estive di Un concerto per domani da Palazzo Labia di Venezia e di Voglia di musica dalla Chigiana di Siena. 
Non basterebbe un volume di migliaia di pagine per narrare il Nicolosi attivo didatticamente e concertisticamente in tutto il pianeta: dalla Cina alle Americhe, dalla Russia alla Spagna, ma soprattutto, da oltre mezzo secolo, in Italia, rivelatosi qui, la prima volta, ventenne, sostituendo all'ultimo momento il suo docente Carlo Zecchi (con cui si stava perfezionando) per accompagnare al pianoforte una collana di romanze cantate da Tito Schipa. Fu un trionfo.
Potrei infine definire Nicolosi attraverso un suo pregio e un suo difetto: sono la generosità e di nuovo la generosità. Si tratta certamente di virtù quando la riserva e la riversa su chi gli sta vicino, sugli amici, sugli allievi, sui colleghi: incalcolabili offerte materiali e spirituali. Quando alle ore 15 del 23 marzo 2006 morì di tumore al cervello il mio secondogenito Gabriele, lui - Rolando - è stato il primo, pur sotto un furioso temporale a precipitarsi in casa mia, ai piedi del suo letto, con un enorme mazzo di gigli bianchi, consolando me, mia moglie e il primogenito Federico attraverso il proverbio siciliano: "Se uno muore alla luce dei lampi e al suono dei tuoni significa che gli Angeli stanno scendendo dal Cielo per portarselo direttamente in Paradiso".
Come ho appena affermato, la generosità di Nicolosi può infine rivelarsi anche come difetto, dato che, in qualità di presidente della giuria, lui la esercita ad esempio persino di fronte ai candidati meno preparati e meno dotati di un concorso: li incoraggia e gli sorride. Chiude un occhio e gli orecchi nonostante che i colleghi della commissione ne sottolineino la serie di inquietanti stecche.
Luigi Fait
 
 

Click to enlarge Nell’aprile dell’anno 1717, un grande compositore ed organista italiano, Domenico Zipoli, lasciò la città di Roma, dove era assai famoso, e considerato il successore di Girolamo Frescobaldi, per iniziare, partendo da Siviglia come novizio della Compagnia di Gesù, la lunga traversata che lo avrebbe portato, dopo un viaggio durato circa tre mesi, in Argentina, al Rio de la Plata. Si stabilì a Cordoba, e, come dicono le cronache: “ Si occupò di celebrare le feste con pio splendore per mezzo della sua musica, con grandissimo piacere sia degli ispanici sia dei neofiti ( indigeni)… in tutte le solennità un popolo numerosissimo si recava alla nostra chiesa attirato dal piacere di ascoltarlo…”
Nel 1954, un giovanissimo pianista argentino di origine italiana, Rolando Nicolosi, giunse a Roma, per seguire un corso di perfezionamento in pianoforte, in organo, e in composizione…
Il giorno di mercoledì 24 aprile, una grande musicista e cantante argentina si è esibita a Roma, presso l’auditorium dell’Ambasciata Argentina a Roma: il soprano Haydée Dabusti. Insieme al bravissimo tenore italiano Aleandro Mariani, ha tenuto uno splendido concerto, davanti ad un pubblico numeroso ed attentissimo, con, in prima fila, l’Ambasciatore della Repubblica Argentina a Roma, Dott. Torcuato Di Tella, e la graziosissima consorte.

Il programma del grande Galà lirico era ampio e ben formulato: nella prima parte arie tratte dal repertorio operistico italiano e di autori argentini, nella seconda parte, un omaggio a Giuseppe Verdi, nella ricorrenza del bicentenario della nascita.
Dopo l’esecuzione della “Meditation” dalla Thais di Jules Massenet, eseguita al pianoforte dal sommo Rolando Nicolosi, il programma vocale è iniziato con l’esecuzione dell’Ave Maria, composto dallo stesso Rolando Nicolosi, così come il nostro Pontefice Francesco ha voluto iniziare il suo Pontificato, e seguito da brani di compositori argentini, Alberto Ginastera, Carlos Gardel, e una romanza dal titolo emblematico, “La musica es vida” su commoventi parole di Nilda Nicolosi, sorella del pianista, e musica travolgente dello stesso Rolando Nicolosi interpretata con profonda emozione e sentimento dal magnifico tenore Aleandro Mariani.

Questi sono i versi:

La musica è vita, basta ascoltarla
Nel canto degli uccelli
E nelle acque che cadono dall’alto, nelle onde del mare
Che giocano sugli scogli, nel mare profondo
E nelle piogge soavi
Ed in quelle più scroscianti
Avvolte dai tuoni.
E tutto è inteso dai nostri sentimenti.
La musica è sempre stata
In ogni luogo, in ogni tempo
In tutto l’universo
Basta solo fermarsi un istante,
Ascoltare il battito del nostro cuore
Così comprenderemo che la musica è
Soprattutto nel silenzio


Il grande soprano Haydée Dabusti ha poi eseguito due arie del repertorio verista italiano, “Vissi d’arte”, dalla Tosca di Giacomo Puccini, e “La mamma morta”, di Umberto Giordano, tra applausi scroscianti sì come “Addio fiorito asil”, interpretato dalla voce stupenda del giovane tenore Aleandro Mariani.
Applausi sempre più calorosi hanno accompagnato l’esecuzione della seconda parte, il preludio al terzo atto della Traviata, le arie da Un ballo in maschera e dal Rigoletto, “La donna è mobile” .Il pianista Rolando Nicolosi ha eseguito una trascinante Marcia trionfale dall’Aida, e il Galà si è concluso con il Brindisi della Traviata.
La professoressa Orchidea Salvati ha presentato il programma ed introdotto con succinte, ma appropriatissime osservazioni ogni brano, ed i suoi interventi, con voce dolce e melodiosa, sono stati grandemente apprezzati, ed al termine è stata oggetto di moltissimi complimenti e parole di ammirazione.
Il successo del Galà lirico non sarebbe stato così ampio senza la travolgente presenza del grande Rolando Nicolosi, completando così il lungo tragitto iniziato tre secoli prima con Domenico Zipoli.

Vincenzo Niutta

 

 
 

Il Ministero degli Affari Esteri mantiene, attraverso gli Ambasciatori del Popolo Italiano, contatti con tutti i Paesi del Mondo: la sera del due maggio, un concerto di musiche operistiche prevalentemente italiane, eseguite presso il Circolo dello stesso Ministero, ha inviato messaggi di musiche immortali in tutto il mondo. Solamente con la musica è possibile inviare messaggi universali in tutto il mondo, senza alcun confine di spazio, di tempo o di lingua. La musica da sempre ha inviato messaggi per tutta l’umanità, di armonia e di concordia, senza alcuna implicazione politica o di nessun altro genere, e, soprattutto, la musica italiana, che viene eseguita da musicisti di tutto il mondo: infatti, la maggior parte degli stranieri che giungono in Italia per studiare, vengono per studiare musica nei nostri Conservatori. Nella bella cornice del Circolo del Ministero degli Affari Esteri si è infatti svolto un applauditissimo Galà Lirico, con la prestigiosa collaborazione al pianoforte del famoso Maestro Rolando Nicolosi, pianista e compositore insigne. Il concerto era davvero internazionale: il maestro Nicolosi è argentino, figlio di emigrati italiani, il giovane tenore Aleandro Mariani, invece, italiano, e l’ospite d’onore, il soprano Haydèe Dabusti, anch’ella argentina. Il Direttore, poi, e tutti i membri del Circolo si sono prodigati senza risparmio per assicurare la perfetta riuscita della manifestazione anche nei minimi particolari. Il programma era bello e variato; nella prima parte, introdotta dall’esecuzione della Meditation, tratta dalla Thais di Jules Massenet, eseguita al pianoforte dal leggendario Rolando Nicolosi, arie famose da opere di Giacomo Puccini e Umberto Giordano. Il programma vocale è iniziato con due bellissime composizioni di Rolando Nicolosi: così come il nostro Sommo Pontefice Francesco ha voluto iniziare il suo Pontificato recitando l’Ave Maria, il programma del concerto è iniziato con l’Ave Maria composta da Rolando Nicolosi, già eseguita e trasmessa in Mondovisione durante la cerimonia di beatificazione del Papa Giovanni Paolo II, seguita da brani di compositori argentini, Alberto Ginastera e Carlos Gardel, e poi la travolgente romanza “ La Musica es Vida”, composta su commoventi versi di Nilda Nicolosi, sorella del Maestro. “La Musica es Vida” è stata cantata con la sua meravigliosa voce dallo stupendo tenore Aleandro Mariani, con profonda emozione e grande sentimento, coinvolgendo e trascinando l’eletto pubblico che gremiva la splendida e prestigiosissima Sala da Concerto del Circolo, creando un’atmosfera magica.
Il giovanissimo Tenore ha voluto dedicare l’interpretazione di questo brano alla famiglia Nicolosi, specialmente alla nipote del Maestro, dott.ssa Graciela Moscatello Banegas, presente in Sala. La seconda parte del Gran Galà Lirico è stata dedicata a musiche di Giuseppe Verdi, in occasione del bicentenario della nascita: brani tratti da “Un Ballo in Maschera”, dalla “Traviata” e dal “Rigoletto”. Il famosissimo soprano argentino Haydée Dabusti ha incantato gli ascoltatori con la sua bellissima voce calda e profonda e la sua magistrale interpretazione appassionata, ottenendo vivissimi applausi, così come il bravissimo giovane tenore Aleandro Mariani. Il Maestro Rolando Nicolosi, la cui fama è ormai leggendaria, applauditissimo anch’egli, ha eseguito come solista oltre la commovente Meditazione di Massenet, l’Intermezzo dalla Manon Lescaut di Puccini anche una bellissima “Parafrasi” di sua composizione dalla Turandot di Giacomo Puccini. Nella seconda parte il Preludio al Terzo Atto della Traviata e la travolgente Marcia Trionfale dall’ Aida di Giuseppe Verdi. L’ultimo brano del concerto, il Brindisi dal Primo Atto della Traviata, ha profondamente coinvolto il pubblico, già favorevolmente colpito, tanto da cantare insieme al soprano ed al tenore quella musica così bella e così trascinante. Tutti i brani del concerto sono stati presentati da Orchidea Salvati, docente di Estetica Musicale al Conservatorio di Santa Cecilia, che, con la sua voce dolce e melodiosa, ha spiegato il significato di tutti i brani eseguiti, fornendo una semplice, ma dottissima introduzione storica e musicale: tanti applausi anche alla presentatrice dal pubblico che affollava la Sala, e che ha mostrato di apprezzare moltissimo le sue spiegazioni.

Vincenzo Niutta
 
 

Per celebrare degnamente il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, nel mese di aprile, il 25, sono state eseguite tutte le arie, duetti, terzetti e concertati dell’opera Il Trovatore presso l’Aula Magna della Facoltà Valdese di Teologia a Roma.
Perfetta la scelta del Trovatore, a cominciare dal titolo, romantico e notturno: è un’opera che riassume perfettamente il melodramma italiano della prima metà dell’Ottocento, musicalmente e dal punto di vista drammatico, densa com’è di passioni terrificanti, Di odio e di sospetti, di amore e di vendetta.
La vicenda, torva e quasi inverosimile, viene dipanata dal librettista, il sommo Salvatore Cammarano, in modo volutamente oscuro, con una simmetria geometricamente perfetta, in cui recitativi, arie e cabalette si incastrano con sorprendente naturalezza, la naturalezza che può scaturire solo da un genio poetico unito ad un genio musicale.
Il Trovatore è quindi un’opera perfetta, sia per il suo Autore, sia per il periodo, incredibilmente moderna, anche se apparentemente sembra la più conservatrice: la struttura teatrale e musicale del Trovatore è tradizionale, ma la tradizione è superata da un linguaggio assolutamente nuovo, che eleva una vicenda banale al livello di una tragedia greca, in cui la protagonista è sempre la stessa, Nemesi, la dea della vendetta che colpisce attraverso le generazioni, costringendo i figli innocenti ad espiare le colpe dei padri.
Giuseppe Verdi ordina i ruoli vocali in modo paradigmatico: abbiamo il tenore più eroico, il soprano più appassionato, il baritono più feroce, il mezzosoprano più torvo ed inquietante, anche se pervaso di amore materno, il basso più sentenzioso, ed il ruolo del coro deriva direttamente dal coro della tragedia greca, cioè testimone della vicenda.

Per eseguire degnamente il Trovatore, e rendere quindi il dovuto omaggio a Giuseppe Verdi, i ruoli vocali devono essere affidati a cantanti esperti, capaci di rendere le mille sfumature con cui le passioni archetipe dell’opera vengono tradotte in musica, compito adeguatamente ed egregiamente svolto il 25 aprile. Il giovanissimo Tenore Aleandro Mariani, con la sua bellissima voce, si è rivelato un eccellente Manrico, ogni frase cantata con il cuore e con eccezionale dinamica, con una gamma notevole di sfumature, con un fraseggio emozionante ed appassionato. Nella famosa e difficile romanza “Di Quella Pira”, ha avuto una vera ovazione, con insistenti richieste di Bis; Il baritono Daniele Terenzi, altrettanto giovane, un perfetto Conte di Luna, cattivissimo ed appassionato, come il ruolo richiede; Ehsan Zandaveh, giovane basso Iraniano, un appropriato Ferrando; il mezzosoprano Maria Ratkova, altrettanto giovane, con la sua bellezza scenica ha saputo interpretare con grandissimo temperamento Azucena, una madre torva, tenera ma allo stesso tempo molto espressiva e passionale; la dolce Ines, confidente fedele della protagonista, era impersonata dal delizioso soprano Hu Chun Xi; La protagonista, Haydée Dabusti famoso soprano argentino, ha interpretato in maniera eccezionale Leonora. Le capacità vocali del soprano, unite ad un temperamento appassionato, ad un’incredibile immedesimazione nel personaggio, e ad una grandissima musicalità hanno reso indimenticabile questa esecuzione del Trovatore: la cavatina, Tacea la notte placida, è terminata con scroscianti e lunghissimi applausi, applausi che poi hanno accompagnato ogni aria, ogni duetto, ogni brano quindi dell’opera, dall’inizio alla fine, senza soluzione di continuità. 
Tutti i brani sono stati presentati da Orchidea Salvati, docente di Estetica musicale al Conservatorio di Santa Cecilia in Roma: con grande sapienza e con la sua voce dolce e musicale ha illustrato al foltissimo pubblico che gremiva la stupenda aula Magna la genesi dell’opera, molti gustosi particolari, ed ha introdotto ogni singolo brano.
IL difficilissimo compito di condurre non solo senza intoppi, ma con un crescendo trionfale questa selezione dell’opera è stato svolto egregiamente, come al solito, dal leggendario Maestro Rolando Nicolosi: non era certo facile assicurare la necessaria coesione musicale in un’opera così complessa, ricca di duetti e brani d’insieme. Del resto, la sua bravura è ben nota: è sufficiente citare il famoso elogio della grande Renata Tebaldi, espresso pubblicamente durante una trasmissione televisiva di RAI 1: “Tanto bravo veramente il Maestro Rolando Nicolosi che quando suona, si potrebbe quasi dire che l’orchestra non è necessaria”.
Vincenzo Niutta
 
 
Racchiuso nello splendido Giardino delle Rose di Valleranello, vicino Roma, il più bel giardino di rose in Italia, c’è un altrettanto splendido teatro, il Teatro degli Invaghiti, che prende il nome, e non solamente il nome, dall’antica Accademia degli Invaghiti di Mantova, fondata dal duca Cesare Gonzaga, e portata al massimo splendore nel XVI secolo dal duca Vincenzo, grande mecenate dell’arte musicale.
La nuova Accademia è animata dal famoso soprano Ornella Pratesi, aggiungendo così magistralmente alla splendente bellezza delle rose e dei fiori che abbelliscono il giardino, lo splendore della musica che risuona frequentemente nel Teatro.
E’ certo assai bello ascoltare un concerto di buona musica, ma è ancor più bello poterlo ascoltare accolti da uno stupendo giardino, in una verde cornice tappezzata di fiori.
L’otto marzo si è svolto nel Teatro un bellissimo concerto lirico, in onore dei sessanta anni di carriera del favoloso pianista e compositore Rolando Nicolosi: un bellissimo Gran Galà lirico, con la partecipazione del famoso soprano argentino Haydée Dabusti, del giovane, promettentissimo tenore italiano Aleandro Mariani, e della bravissima padrona di casa, Ornella Pratesi, appunto.
I brani eseguiti appartenevano al repertorio tradizionale dell’opera lirica italiana: Bellini, Verdi, Puccini, e brani di Alfredo Catalani, (molto più famoso all’estero che in patria: nemo propheta…)e Francesco Cilea.
Il famoso soprano argentino è stata applauditissima in Vissi d’arte, dalla Tosca di Giacomo Puccini, nello straziante Addio dalla Wally di Alfredo Catalani, nella disperata invocazione Pace, pace mio Dio, dalla Forza del Destino di Giuseppe Verdi; parimenti il giovane, ma già famoso tenore Aleandro Mariani, in Addio fiorito asil, dalla Madama Butterfly di Giacomo Puccini, in La donna è mobile, e in E lucevan le stelle, sempre dalla Tosca di Giacomo Puccini.
Il mitico maestro Rolando Nicolosi, oltre a collaborare con la sua ineguagliabile maestria con i cantanti, ha eseguito, osannato come al solito, anche una sua composizione, una Parafrasi su temi della Turandot di Giacomo Puccini.
La splendida soprano Ornella Pratesi, (Presidente dell'Associazione Musicale Accademia degli Invaghiti) ha riscosso calorosissimi applausi nell’aria Io son l’umile ancella, dall’Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, ed in due duetti, entrambi molto impegnativi, il finale del primo atto della Bohème di Giacomo Puccini, con il tenore Aleandro Mariani, e Mira o Norma, dalla Norma di Vincenzo Bellini, con il soprano Haydée Dabusti. Quest’ultimo brano, in cui la rivalità tra due donne evolve in una salda amicizia, è stato scelto appositamente per celebrare, l’otto marzo, La Festa della Donna.
Il Teatro era gremito da un pubblico scelto e competente, che non ha certo lesinato gli applausi ai cantanti, alla presentatrice, ed al leggendario Maestro.
Vincenzo Niutta.
 
 





Alcune foto tratte dall'archivio della carriera del Maestro Rolando Nicolosi. 
















 
 
Pagina: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

 


In edicola

Spazio Pubblicitario

Spettacoli degli Amici




Multimedia


Storico




Clicca per ingrandire

Utenti on-line

Ci sono 36 persone collegate