Il Quintetto

Associazione Atistica Europea - Roma

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Per celebrare degnamente il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, nel mese di aprile, il 25, sono state eseguite tutte le arie, duetti, terzetti e concertati dell’opera Il Trovatore presso l’Aula Magna della Facoltà Valdese di Teologia a Roma.
Perfetta la scelta del Trovatore, a cominciare dal titolo, romantico e notturno: è un’opera che riassume perfettamente il melodramma italiano della prima metà dell’Ottocento, musicalmente e dal punto di vista drammatico, densa com’è di passioni terrificanti, Di odio e di sospetti, di amore e di vendetta.
La vicenda, torva e quasi inverosimile, viene dipanata dal librettista, il sommo Salvatore Cammarano, in modo volutamente oscuro, con una simmetria geometricamente perfetta, in cui recitativi, arie e cabalette si incastrano con sorprendente naturalezza, la naturalezza che può scaturire solo da un genio poetico unito ad un genio musicale.
Il Trovatore è quindi un’opera perfetta, sia per il suo Autore, sia per il periodo, incredibilmente moderna, anche se apparentemente sembra la più conservatrice: la struttura teatrale e musicale del Trovatore è tradizionale, ma la tradizione è superata da un linguaggio assolutamente nuovo, che eleva una vicenda banale al livello di una tragedia greca, in cui la protagonista è sempre la stessa, Nemesi, la dea della vendetta che colpisce attraverso le generazioni, costringendo i figli innocenti ad espiare le colpe dei padri.
Giuseppe Verdi ordina i ruoli vocali in modo paradigmatico: abbiamo il tenore più eroico, il soprano più appassionato, il baritono più feroce, il mezzosoprano più torvo ed inquietante, anche se pervaso di amore materno, il basso più sentenzioso, ed il ruolo del coro deriva direttamente dal coro della tragedia greca, cioè testimone della vicenda.

Per eseguire degnamente il Trovatore, e rendere quindi il dovuto omaggio a Giuseppe Verdi, i ruoli vocali devono essere affidati a cantanti esperti, capaci di rendere le mille sfumature con cui le passioni archetipe dell’opera vengono tradotte in musica, compito adeguatamente ed egregiamente svolto il 25 aprile. Il giovanissimo Tenore Aleandro Mariani, con la sua bellissima voce, si è rivelato un eccellente Manrico, ogni frase cantata con il cuore e con eccezionale dinamica, con una gamma notevole di sfumature, con un fraseggio emozionante ed appassionato. Nella famosa e difficile romanza “Di Quella Pira”, ha avuto una vera ovazione, con insistenti richieste di Bis; Il baritono Daniele Terenzi, altrettanto giovane, un perfetto Conte di Luna, cattivissimo ed appassionato, come il ruolo richiede; Ehsan Zandaveh, giovane basso Iraniano, un appropriato Ferrando; il mezzosoprano Maria Ratkova, altrettanto giovane, con la sua bellezza scenica ha saputo interpretare con grandissimo temperamento Azucena, una madre torva, tenera ma allo stesso tempo molto espressiva e passionale; la dolce Ines, confidente fedele della protagonista, era impersonata dal delizioso soprano Hu Chun Xi; La protagonista, Haydée Dabusti famoso soprano argentino, ha interpretato in maniera eccezionale Leonora. Le capacità vocali del soprano, unite ad un temperamento appassionato, ad un’incredibile immedesimazione nel personaggio, e ad una grandissima musicalità hanno reso indimenticabile questa esecuzione del Trovatore: la cavatina, Tacea la notte placida, è terminata con scroscianti e lunghissimi applausi, applausi che poi hanno accompagnato ogni aria, ogni duetto, ogni brano quindi dell’opera, dall’inizio alla fine, senza soluzione di continuità. 
Tutti i brani sono stati presentati da Orchidea Salvati, docente di Estetica musicale al Conservatorio di Santa Cecilia in Roma: con grande sapienza e con la sua voce dolce e musicale ha illustrato al foltissimo pubblico che gremiva la stupenda aula Magna la genesi dell’opera, molti gustosi particolari, ed ha introdotto ogni singolo brano.
IL difficilissimo compito di condurre non solo senza intoppi, ma con un crescendo trionfale questa selezione dell’opera è stato svolto egregiamente, come al solito, dal leggendario Maestro Rolando Nicolosi: non era certo facile assicurare la necessaria coesione musicale in un’opera così complessa, ricca di duetti e brani d’insieme. Del resto, la sua bravura è ben nota: è sufficiente citare il famoso elogio della grande Renata Tebaldi, espresso pubblicamente durante una trasmissione televisiva di RAI 1: “Tanto bravo veramente il Maestro Rolando Nicolosi che quando suona, si potrebbe quasi dire che l’orchestra non è necessaria”.
Vincenzo Niutta
 
 

Il Ministero degli Affari Esteri mantiene, attraverso gli Ambasciatori del Popolo Italiano, contatti con tutti i Paesi del Mondo: la sera del due maggio, un concerto di musiche operistiche prevalentemente italiane, eseguite presso il Circolo dello stesso Ministero, ha inviato messaggi di musiche immortali in tutto il mondo. Solamente con la musica è possibile inviare messaggi universali in tutto il mondo, senza alcun confine di spazio, di tempo o di lingua. La musica da sempre ha inviato messaggi per tutta l’umanità, di armonia e di concordia, senza alcuna implicazione politica o di nessun altro genere, e, soprattutto, la musica italiana, che viene eseguita da musicisti di tutto il mondo: infatti, la maggior parte degli stranieri che giungono in Italia per studiare, vengono per studiare musica nei nostri Conservatori. Nella bella cornice del Circolo del Ministero degli Affari Esteri si è infatti svolto un applauditissimo Galà Lirico, con la prestigiosa collaborazione al pianoforte del famoso Maestro Rolando Nicolosi, pianista e compositore insigne. Il concerto era davvero internazionale: il maestro Nicolosi è argentino, figlio di emigrati italiani, il giovane tenore Aleandro Mariani, invece, italiano, e l’ospite d’onore, il soprano Haydèe Dabusti, anch’ella argentina. Il Direttore, poi, e tutti i membri del Circolo si sono prodigati senza risparmio per assicurare la perfetta riuscita della manifestazione anche nei minimi particolari. Il programma era bello e variato; nella prima parte, introdotta dall’esecuzione della Meditation, tratta dalla Thais di Jules Massenet, eseguita al pianoforte dal leggendario Rolando Nicolosi, arie famose da opere di Giacomo Puccini e Umberto Giordano. Il programma vocale è iniziato con due bellissime composizioni di Rolando Nicolosi: così come il nostro Sommo Pontefice Francesco ha voluto iniziare il suo Pontificato recitando l’Ave Maria, il programma del concerto è iniziato con l’Ave Maria composta da Rolando Nicolosi, già eseguita e trasmessa in Mondovisione durante la cerimonia di beatificazione del Papa Giovanni Paolo II, seguita da brani di compositori argentini, Alberto Ginastera e Carlos Gardel, e poi la travolgente romanza “ La Musica es Vida”, composta su commoventi versi di Nilda Nicolosi, sorella del Maestro. “La Musica es Vida” è stata cantata con la sua meravigliosa voce dallo stupendo tenore Aleandro Mariani, con profonda emozione e grande sentimento, coinvolgendo e trascinando l’eletto pubblico che gremiva la splendida e prestigiosissima Sala da Concerto del Circolo, creando un’atmosfera magica.
Il giovanissimo Tenore ha voluto dedicare l’interpretazione di questo brano alla famiglia Nicolosi, specialmente alla nipote del Maestro, dott.ssa Graciela Moscatello Banegas, presente in Sala. La seconda parte del Gran Galà Lirico è stata dedicata a musiche di Giuseppe Verdi, in occasione del bicentenario della nascita: brani tratti da “Un Ballo in Maschera”, dalla “Traviata” e dal “Rigoletto”. Il famosissimo soprano argentino Haydée Dabusti ha incantato gli ascoltatori con la sua bellissima voce calda e profonda e la sua magistrale interpretazione appassionata, ottenendo vivissimi applausi, così come il bravissimo giovane tenore Aleandro Mariani. Il Maestro Rolando Nicolosi, la cui fama è ormai leggendaria, applauditissimo anch’egli, ha eseguito come solista oltre la commovente Meditazione di Massenet, l’Intermezzo dalla Manon Lescaut di Puccini anche una bellissima “Parafrasi” di sua composizione dalla Turandot di Giacomo Puccini. Nella seconda parte il Preludio al Terzo Atto della Traviata e la travolgente Marcia Trionfale dall’ Aida di Giuseppe Verdi. L’ultimo brano del concerto, il Brindisi dal Primo Atto della Traviata, ha profondamente coinvolto il pubblico, già favorevolmente colpito, tanto da cantare insieme al soprano ed al tenore quella musica così bella e così trascinante. Tutti i brani del concerto sono stati presentati da Orchidea Salvati, docente di Estetica Musicale al Conservatorio di Santa Cecilia, che, con la sua voce dolce e melodiosa, ha spiegato il significato di tutti i brani eseguiti, fornendo una semplice, ma dottissima introduzione storica e musicale: tanti applausi anche alla presentatrice dal pubblico che affollava la Sala, e che ha mostrato di apprezzare moltissimo le sue spiegazioni.

Vincenzo Niutta
 
 

Grande Successo dell’Edizione 2013 del Concorso Internazionale per Cantanti Lirici e Pianisti Collaboratori "Rolando Nicolosi".

Si ascoltano frequentemente voci pessimistiche sul tramonto irreversibile della musica colta, classica e lirica, suonare le campane a morto ed intonare il De profundis per questa meravigliosa musica.
Possiamo dire, invece, che c’è un grande risveglio, come ha dimostrato il concorso intitolato al mitico maestro Rolando Nicolosi, conclusosi il 27 aprile 2013 nell’Aula Magna della Facoltà Valdese di Teologia, non solo con voci liriche italiane, ma provenienti da tutto il mondo, dal Giappone, dalla Cina, dalla Corea…
Anche la commissione giudicatrice era internazionale, composta non solo da maestri italiani, ma provenienti da tutto il mondo. Questi i nomi: il Presidente, Rolando Nicolosi, dall’Argentina, e successivamente Robert Ahmar dal Libano, Susanne Bungaard dalla Danimarca, Marco Celli Stein dall’Italia, Haydée Dabusti dall’Argentina, Maura Ippoliti dall’Italia, Jiri Leciàn dalla Repubblica Ceca, Marcos Pavan dal Brasile, Ornella Pratesi dall’Italia, Francois-Marie Renac dalla Francia.
Anche il comitato promotore è internazionale: il presidente Valter Di Dio, il direttore amministrativo e tecnico ing. Ernesto Pineda De Leon, per le pubbliche relazioni dott.ssa Judit Kaposnyak, per la grafica il dott. Trojan Dexter A. De Leon, e l’interprete il Prof.Chen Qiang.Clicca per ingrandire

Dopo una lunga e sfibrante selezione sono giunti in finale 10 cantanti: Baek Dong Yoon, Park Chung Yong e Kim Ji Suk dalla Core del Sud Fu Yi Han, Yu Xiao Qing, Qu Yu Jie, Hu Chun Xi e Liu Chang Riu dalla Cina Aleandro Mariani dall’Italia Yoshikawa Yuri dal Giappone.
Già da questo semplice elenco possiamo notare come la musica lirica si stia risvegliando non solamente in Italia o nel mondo occidentale, ma anche e soprattutto in Oriente: in Cina, in Corea, in Giappone… Anche da questo concorso è giunta l’ennesima conferma dell’universalità della musica, ed in particolare dell’opera lirica, prodotto esclusivo dell’arte musicale italiana: artisti nati e cresciuti in diversissimi contesti culturali e linguistici hanno penetrato perfettamente e fatto proprio lo spirito assolutamente speciale e tipicamente italiano dell’opera lirica.

Questo è l’elenco e l’ordine dei vincitori:

Primo premio ex aequo: il tenore Aleandro Mariani ed il soprano coreano Kim Ji Suk

Secondo premio ex aequo: il baritono cinese Liu Chang Rui, il tenore coreano Park Chung Yong, il soprano cinese Qu Yu Jie, il soprano giapponese Yoshikawa Yuri e il soprano cinese Yu Xiao Qing.

Terzo premio ex aequo: il tenore coreano Baek Dong Yoon ed i soprani Cinesi Fu Yi Han e Hu Chun Xi.

Tutti cantanti sono stati accompagnati da calorosissimi applausi, così come il bravissimo, unico maestro collaboratore Rolando Nicolosi.
Applausi anche per la presentatrice, brillante e spiritosa, la prof.ssa Orchidea Salvati.
Il giorno successivo si è svolta nella stessa sede una riuscitissima Master Class, in cui il soprano Haydée Dabusti ed il maestro Rolando Nicolosi hanno chiarito dubbi, risolto problemi ed indicato il percorso ai giovanissimi vincitori.

Vincenzo Niutta

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

Domenica 28 aprile presso l'Aula Magna della Facoltà Valdese di Teologia a Roma (zona piazza Cavour) si terrà il Master Class del Soprano Haydée Dabusti e del Maestro Rolando Nicolosi.

Iscrizione in loco, 25 euro, inizio ore 15:00

 
 

Click to enlarge Nell’aprile dell’anno 1717, un grande compositore ed organista italiano, Domenico Zipoli, lasciò la città di Roma, dove era assai famoso, e considerato il successore di Girolamo Frescobaldi, per iniziare, partendo da Siviglia come novizio della Compagnia di Gesù, la lunga traversata che lo avrebbe portato, dopo un viaggio durato circa tre mesi, in Argentina, al Rio de la Plata. Si stabilì a Cordoba, e, come dicono le cronache: “ Si occupò di celebrare le feste con pio splendore per mezzo della sua musica, con grandissimo piacere sia degli ispanici sia dei neofiti ( indigeni)… in tutte le solennità un popolo numerosissimo si recava alla nostra chiesa attirato dal piacere di ascoltarlo…”
Nel 1954, un giovanissimo pianista argentino di origine italiana, Rolando Nicolosi, giunse a Roma, per seguire un corso di perfezionamento in pianoforte, in organo, e in composizione…
Il giorno di mercoledì 24 aprile, una grande musicista e cantante argentina si è esibita a Roma, presso l’auditorium dell’Ambasciata Argentina a Roma: il soprano Haydée Dabusti. Insieme al bravissimo tenore italiano Aleandro Mariani, ha tenuto uno splendido concerto, davanti ad un pubblico numeroso ed attentissimo, con, in prima fila, l’Ambasciatore della Repubblica Argentina a Roma, Dott. Torcuato Di Tella, e la graziosissima consorte.

Il programma del grande Galà lirico era ampio e ben formulato: nella prima parte arie tratte dal repertorio operistico italiano e di autori argentini, nella seconda parte, un omaggio a Giuseppe Verdi, nella ricorrenza del bicentenario della nascita.
Dopo l’esecuzione della “Meditation” dalla Thais di Jules Massenet, eseguita al pianoforte dal sommo Rolando Nicolosi, il programma vocale è iniziato con l’esecuzione dell’Ave Maria, composto dallo stesso Rolando Nicolosi, così come il nostro Pontefice Francesco ha voluto iniziare il suo Pontificato, e seguito da brani di compositori argentini, Alberto Ginastera, Carlos Gardel, e una romanza dal titolo emblematico, “La musica es vida” su commoventi parole di Nilda Nicolosi, sorella del pianista, e musica travolgente dello stesso Rolando Nicolosi interpretata con profonda emozione e sentimento dal magnifico tenore Aleandro Mariani.

Questi sono i versi:

La musica è vita, basta ascoltarla
Nel canto degli uccelli
E nelle acque che cadono dall’alto, nelle onde del mare
Che giocano sugli scogli, nel mare profondo
E nelle piogge soavi
Ed in quelle più scroscianti
Avvolte dai tuoni.
E tutto è inteso dai nostri sentimenti.
La musica è sempre stata
In ogni luogo, in ogni tempo
In tutto l’universo
Basta solo fermarsi un istante,
Ascoltare il battito del nostro cuore
Così comprenderemo che la musica è
Soprattutto nel silenzio


Il grande soprano Haydée Dabusti ha poi eseguito due arie del repertorio verista italiano, “Vissi d’arte”, dalla Tosca di Giacomo Puccini, e “La mamma morta”, di Umberto Giordano, tra applausi scroscianti sì come “Addio fiorito asil”, interpretato dalla voce stupenda del giovane tenore Aleandro Mariani.
Applausi sempre più calorosi hanno accompagnato l’esecuzione della seconda parte, il preludio al terzo atto della Traviata, le arie da Un ballo in maschera e dal Rigoletto, “La donna è mobile” .Il pianista Rolando Nicolosi ha eseguito una trascinante Marcia trionfale dall’Aida, e il Galà si è concluso con il Brindisi della Traviata.
La professoressa Orchidea Salvati ha presentato il programma ed introdotto con succinte, ma appropriatissime osservazioni ogni brano, ed i suoi interventi, con voce dolce e melodiosa, sono stati grandemente apprezzati, ed al termine è stata oggetto di moltissimi complimenti e parole di ammirazione.
Il successo del Galà lirico non sarebbe stato così ampio senza la travolgente presenza del grande Rolando Nicolosi, completando così il lungo tragitto iniziato tre secoli prima con Domenico Zipoli.

Vincenzo Niutta

 

 
 

 

La rassegna concertistica CELEBRANDO, ideata da Marco Celli Stein, direttore d’orchestra e flautista, ed organizzata dall'Associazione Musicale Internazionale nell’ambito del XX Municipio, si conclude con il quarto appuntamento dedicato al Maestro ROLANDO NICOLOSI. 

Lunedì 22 aprile 2013 alle ore 21.00 al Teatro Cassia (Via S. Giovanna Elisabetta, 69).

 

Con il Maestro ROLANDO NICOLOSI al pianoforte, ospite d’onore del concerto il celebre soprano HAYDEE DABUSTI, stella di prima grandezza del Teatro Colòn di Buenos Aires.

Partecipano Marco Celli Stein, il tenore Aleandro Mariani e la Professoressa Orchidea Salvati docente di Storia della Musica presso il Conservatorio “S. Cecilia” di Roma.

 
L’ARTE È ETERNA

SERATA COMMOVENTE E MEMORABILE

Tempo e spazio sono categorie indiscutibili e rigorosamente misurabili, ormai anche le persone più lontane dalla fisica hanno tranquillamente accettato ciò. Ma la sera del 22 aprile al Teatro Cassia queste categorie sembravano non esistere più: passato e presente si sono fusi in una magica dimensione, ripercorrendo nello spazio di una serata la lunghissima e multiforme carriera del mitico Rolando Nicolosi, pianista, organista e compositore. Il titolo della manifestazione era, appunto, “Celebrando”, e la leggendaria carriera del Maestro è stata ripercorsa nei suoi momenti più salienti e spesso commoventi. La manifestazione, organizzata dal maestro Marco Celli Stein, era assai ben articolata, poiché alternava sapientemente esecuzioni dal vivo, filmati e registrazioni televisive con esibizioni dal vivo del famoso soprano argentino Haydèe Dabusti e del giovanissimo e bravissimo tenore italiano Aleandro Mariani.
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Ma procediamo con ordine: il sipario del Teatro Cassia si è aperto con un filmato in cui un giovanissimo e assai prestante Rolando Nicolosi suonava divinamente bene l’Improvviso D.899 n.3 di Franz Schubert. Come ha fatto subito notare la conduttrice della serata, la prof.ssa Orchidea Salvati, non tutti sapevano che colui che è universalmente conosciuto come il re dei pianisti collaboratori iniziò la sua precocissima carriera come solista, esibendosi a 5 anni al Teatro Colón della sua città, incoraggiato dai più importanti musicisti argentini, proseguì gli studi musicali, vincendo una borsa di studio per il perfezionamento in Italia, con la guida di Carlo Zecchi.
Franz Schubert è un autore classico viennese, che non si è mai spostato da Vienna ( tutt’al più un viaggio in Ungheria): Rolando Nicolosi ha dimostrato di capire ed interpretare benissimo la sua musica, così come ha dimostrato di comprendere e realizzare lo spirito dei compositori di tutto il mondo, è quindi un personaggio mondiale, pur venendo dalla fine del mondo, dall’Argentina, come ha detto il nostro Papa Francesco. Il nostro leggendario pianista iniziò quindi la sua pluridecennale carriera come solista, ma, come spesso avviene, il destino decide per noi, e così è diventato invece il massimo maestro collaboratore. Il secondo filmato, realizzato in un periodo successivo presso gli studi RAI, ha mostrato il maestro con la celebre violinista Pina Carmirelli, nel terzo movimento della sonata a Kreutzer, che, secondo il titolo dato da Beethoven stesso, è per pianoforte e violino. Questa sonata, come scrisse Tolstoi nel suo romanzo omonimo, richiede una perfetta simbiosi spirituale, ancora maggiore di quella che può instaurarsi tra marito e moglie, sonata magistralmente eseguita con una fusione perfetta. Il flautista e direttore d’orchestra Marco Celli Stein ha poi eseguito dal vivo, con la collaborazione del Maestro una delicata Elegia di Edward Elgar: Salut d’Amour.
Edward Elgar, forse il più importante compositore inglese dell’epoca moderna, incontrò a ventinove anni Alice Roberts, figlia di un severo generale. Il rapporta tra i due mutò presto: da maestro ad allieva, divennero fidanzati. Si sposarono tre anni dopo, contro la volontà della famiglia di lei, ed Elgar le offrì, come dono di fidanzamento, questo brano, che gli esecutori hanno dedicato a tutte le fidanzate ed alle spose presenti in sala, tra grandi applausi. Nel terzo filmato, il nostro sommo pianista eseguiva alla RAI, con il chitarrista Alirio Diaz, il secondo movimento del Concerto di Aranjuez, composto nel 1939 a Parigi dal grande Joaquin Rodrigo. Il compositore (1901-1999) era rimasto cieco all’età di tre anni, a causa della difterite, ma non si arrese mai, studiando e componendo per tutta la vita: nel concerto troviamo tutti i profumi, i brusii, lo stormire delle fronde dei giardini iberici. Un brano dal vivo: il bellissimo duetto dal primo atto della Tosca di Giacomo Puccini, iniziato come nell’opera, con le voci fuori scena: il soprano Haydée Dabusti ed il tenore Aleandro Mariani, con il nostro grande pianista, hanno eseguito stupendamente bene il brano, riscuotendo meritatissimi applausi.
La conduttrice, Orchidea Salvati, ha narrato un breve frammento della biografia, dando poi la parola al festeggiato, Rolando Nicolosi. Il soprano Haydée Dabusti ha poi eseguito Tacea la notte placida, dal Trovatore di Giuseppe Verdi ( rammentiamo che questo 2013 è l’Anno Verdiano) aria meravigliosa, seguita dalla difficile cabaletta Di tale amor, sempre con calorosissimi applausi. Subito dopo, il giovane, ma già famoso tenore Aleandro Mariani ha cantato la Donna è mobile, dal Rigoletto di Giuseppe Verdi, aria che, con il filmato successivo, Amami, Alfredo, ha completato la Trilogia Verdiana.
Successivamente, sono stati proiettati altri filmati, Amami Alfredo, in cui una commossa Renata Scotto bacia appassionatamente, al termine dell’aria, il grande pianista, Recondite armonie, con Luciano Pavarotti, Ridi, Pagliaccio, con Mario Del Monaco, Core Ingrato, con Giuseppe di Stefano, Granada, con Placido Domingo: tutti questi cantanti, perché sono (o erano) grandi? E se in questi filmati, cantando, raggiungono vette ancora più alte, il merito è di Rolando Nicolosi, ed è finalmente giunto il momento di porre in risalto il suo ruolo, perché tutti si concentrano sui cantanti, ma la maggior parte del merito è del pianista collaboratore. Tanto è famoso il mitico Rolando Nicolosi, che il tenore Luciano Pavarotti, vedendolo presente nello studio Rai dove avrebbe dovuto cantare su una base orchestrale preregistrata, cambiò subito idea, chiedendo invece la collaborazione del Maestro, che, non avendo con sé lo spartito dell’opera, suonò a memoria. Il soprano Haydée Dabusti ed il tenore Aleandro Mariani hanno poi magistralmente cantato due arie dalla Madama Butterfy di Giacomo Puccini: Un bel dì Vedremo, e Addio, fiorito asil, Vissi d’arte, dalla Tosca e il Brindisi della Traviata, sempre salutati da applausi scroscianti del pubblico e richieste di bis. La parte finale della grandiosa serata è stata dedicata alla religiosità ed alla devozione di Rolando Nicolosi: la conduttrice ha ricordato il recente incontro con il Sommo Pontefice Francesco, che, vedendolo nella Sala delle Udienze, aveva esclamato, abbracciandolo,” Qui ci vorrebbe un pianoforte” ed ha poi letto alcuni brani di una bellissima e commovente lettera che Luigi Fait gli aveva inviato alcuni giorni prima, e che ora riportiamo per intero:
Una domenica di una decina d’anni fa, mi capitò di passare davanti a Sant'Andrea della Valle, la chiesa – per intenderci – con la cappella degli Attavanti (quella del primo atto della Tosca). È la stessa in cui, negli afosi pomeriggi estivi del soggiorno romano del 1827, Stendhal si rifugiava e si sedeva “per trovare un po' di frescura e – la testa rovesciata e appoggiata sulla spalliera – per liberarsi da tutti i legami terrestri”. Vedo qui il manifesto di un concerto di Rolando Nicolosi totalmente dedicato a Franz Liszt. Entro e ascolto le sue parole d'introduzione. Il Maestro annuncia che offre il récital a Dio. Calcolo che vi si stipino, sedute e in piedi, oltre duemila persone.
A dispetto del Vicariato, che proibisce il pianoforte nei luoghi di culto, sul presbiterio domina un grancoda. Così, per la prima volta nella storia, ai piedi di un altare ammiriamo da un pianista quel Liszt mistico che stava purtroppo marcendo negli archivi. Il giorno dopo Nicolosi mi confida al telefono che la sua vita è da poco cambiata. Mi racconta che qualche settimana prima il Papa Giovanni Paolo II lo aveva invitato a pranzo per ringraziarlo di averlo confortato nel Seminario Maggiore di Roma con le stesse pagine presentate a Sant’Andrea della Valle. Tale interessantissimo programma, stampato su un opuscolo assieme agli illuminanti commenti di Rolando Alessio Bolognino, comprende inni alla Madonna, alla Croce, a San Francesco da Paola, a Santa Dorotea, a Pio IX, al Padreterno. Ci stupiamo che il protagonista dell'evento sia il medesimo pianista collaboratore alla tivù e in teatro dei più celebri divi della lirica.
Oggi scopriamo effettivamente che Nicolosi è un prodigio di spiritualità oltre che di musicalità. Ma il saio ancora non l'indossa. Ed è lo stesso Rolando Nicolosi da poco ricevuto in udienza e abbracciato dall’argentino Papa Francesco, suo connazionale. Amici di vecchia data. Tant’è che in uno dei suoi viaggi a Roma il Cardinal Bergoglio era stato addirittura invitato a cena dal Maestro Nicolosi: una cordialissima agape fraterna conclusasi con il musicista alla tastiera per congedare così nella maniera più gioiosa il mitico prelato.
I meno giovani ricordano pur con estrema nostalgia il Rolando Nicolosi del tubo catodico in Domenica in e in Adesso musica, pioniere qui nell’educazione lirica e cameristica del teleabbonato. Proponeva e accompagnava le stelle del melodramma e del concertismo, quali Mario Del Monaco, Ferruccio Tagliavini, Carlo Bergonzi e ancora Pavarotti, la Kabaivanska, Bruson, la Moffo, la Scotto, la De Los Angeles, Di Stefano, Gazzelloni, Alirio Diaz… Ed è stato tra i protagonisti da me ripetutamente voluti e invitati a RAIUNO nelle lunghe serie estive di Un concerto per domani da Palazzo Labia di Venezia e di Voglia di musica dalla Chigiana di Siena.
Non basterebbe un volume di migliaia di pagine per narrare il Nicolosi attivo didatticamente e concertisticamente in tutto il pianeta: dalla Cina alle Americhe, dalla Russia alla Spagna, ma soprattutto, da oltre mezzo secolo, in Italia, rivelatosi qui, la prima volta, ventenne, sostituendo all’ultimo momento il suo docente Carlo Zecchi (con cui si stava perfezionando) per accompagnare al pianoforte una collana di romanze cantate da Tito Schipa. Fu un trionfo.
Potrei infine definire Nicolosi attraverso un suo pregio e un suo difetto: sono la generosità e di nuovo la generosità. Si tratta certamente di virtù quando la riserva e la riversa su chi gli sta vicino, sugli amici, sugli allievi, sui colleghi: incalcolabili offerte materiali e spirituali. Quando alle ore 15 del 23 marzo 2006 morì di tumore al cervello il mio secondogenito Gabriele, lui – Rolando - è stato il primo, pur sotto un furioso temporale a precipitarsi in casa mia, ai piedi del suo letto, con un enorme mazzo di gigli bianchi, consolando me, mia moglie e il primogenito Federico attraverso il proverbio siciliano: “Se uno muore alla luce dei lampi e al suono dei tuoni significa che gli Angeli stanno scendendo dal Cielo per portarselo direttamente in Paradiso”.
Come ho appena affermato, la generosità di Nicolosi può infine rivelarsi anche come difetto, dato che, in qualità di presidente della giuria, lui la esercita ad esempio persino di fronte ai candidati meno preparati e meno dotati di un concorso: li incoraggia e gli sorride. Chiude un occhio e gli orecchi nonostante che i colleghi della commissione ne sottolineino la serie di imperdonabili stecche.
Il Gran Galà lirico in onore del maestro Rolando Nicolosi si è concluso con l’esecuzione della sua Ave Maria, interpretata con grande commozione dal soprano Hydée Dabusti, tra applausi interminabili. Oltre agli applausi, calorosissimi, ai due meravigliosi cantanti ed al grande pianista, ormai entrato nella leggenda, molti applausi ed infinite congratulazioni sono stati indirizzati alla conduttrice, Orchidea Salvati, definita da alcuni partecipanti come “la rivelazione della serata”: colta, ha saputo spiegare dottamente, ma con semplicità, il significato e la storia dei brani eseguiti, dal vivo e nei filmati, brillante, ha sempre tenuto desta l’attenzione del pubblico, spiritosa e dotata di grande senso dell’umorismo, ha saputo tranquillamente superare i vari, piccoli inciampi che una serata così complessa ed articolata poteva inevitabilmente presentare.


Vincenzo Niutta
 
 

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